lunedì 25 settembre 2017

25 SETTMBRE 2017

VENEZUELA PARTE 48

Popolazioni 

Wapixana

I Wapixana sono un gruppo etnico della Guyana, del Brasile e del Venezuela che ha una popolazione stimata in circa 13.000 individui (2008).
Parlano la lingua Wapixana che appartiene alla famiglia linguistica Arawak. Le comunità che vivono a ridosso delle città sono bilingue e parlano anche il portoghese, mentre le comunità più isolate che vivono nella malocas (capanne) sono per lo più monolingue e parlano solo il wapixana. Il 30% dei Wapixana può parlare anche il Makuxi o il Taurepang, entrambe lingue facenti parte della famiglia Carib.
Vivono nelle regioni a sud-ovest della Guyana, ai piedi dei monti Kanuku, a nord-ovest del gruppo dei Waiwai, nello stato brasiliano di Roraima e in Venezuela. Occupano la valle del Tacutu insieme ai Makuxi e la regione fluviale tra i fiumi Branco e Rupununi alla frontiera tra Brasile e Guyana.
Storia
Abitanti di una zona di frontiera tra la Guyana e il Brasile, i Wapixana hanno subito un doppio processo di colonizzazione del XVIII secolo in poi: dai portoghesi che spingevano a nord attraverso le valli amazzoniche e dagli olandesi. Tuttavia, dopo il trasferimento della Guyana agli inglesi a seguito delle guerre napoleoniche, la colonia è rimasta in una situazione relativamente pacifica per lungo tempo. Nel corso del XIX secolo, le amministrazioni inglesi usufruirono di indios locali per le coltivazioni di canna da zucchero al posto degli africani nei territori circostanti il fiume Rupununi e il fiume Branco. Secondo il cronista Lobo D'Almada (1861), i Wapixana occuparono gli altipiani verdi del fiume Mau.
Tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX, la colonizzazione non militare delle pianure intorno ai fiumi Branco e Rupununi portò alla occupazione del territorio Wapishana, insieme alla loro assunzione sistematica come forza lavoro nelle fattorie dei brasiliani e dei britannici.


Elton John - The last Song



domenica 24 settembre 2017

24 SETTEMBRE 2017

VENEZUELA PARTE 47

Popolazioni 

Tunebo

Tunebo, oanche U'wa, sono un gruppo etnico della Colombia e del Venezuela, con una popolazione stimata di circa 2500 persone. Parlano la lingua Tunebo, Central.
Vivono sui versanti a nord del Sierra Nevada de Cocuy, nei dipartimenti di Boyacá e di Arauca. Un altro piccolo gruppo è presente in Venezuela.

Waika

I Waica sono un popolo indigeno del Venezuela di origine aribe che si trovano nel nord dello stato di Sucre e in Nueva Esparta. Oggi, sono di un numero che non va oltre le 7500 persone e un migliaio vivono lungo la valle dell'Orinoco, 500 nelle meseta della Guayana e la maggior parte restate vivono insieme agli yanomami, adottandone anche moltre tradizioni.

 Yanomamö


Gli Yanomamö sono un gruppo etnico che abita per lo più la zona di foresta compresa tra i bacini dei fiumi Orinoco e Rio delle Amazzoni, sicché la frontiera tra il Venezuela e il Brasile attraversa il loro territorio tradizionale. Si stima che abbiano una popolazione di circa 32.000-27.000 individui. Denominazioni alternative sono Yanomame, Yanomami, Guaica, Guaharibo, Guajaribo, Shamatari, Cobari Kobali, Cobariwa.
L'invasione delle loro terre su grande scala ebbe inizio intorno al 1970 con la costruzione di strade e proseguì, intensificandosi alla fine degli anni ottanta con l'inizio della corsa all'oro in amazzonia. Prima dell'arrivo dei garimpeiros (cercatori d'oro) vi erano stati contatti solamente da parte di missionari cattolici e protestanti, e sporadicamente con cacciatori o raccoglitori di gomma. L'incontro con i garimpeiros fu particolarmente rilevante perché diede luogo a violenze da parte di questi ultimi, che ebbero anche rilevanza internazionale in materia di violazione dei diritti umani (l'eccidio di una ventina di yanomami, soprattutto bambini e donne nel 1993).
Stile di vita
Gli Yanomamö vivono in villaggi composti da persone dello stesso ceppo familiare. La dimensione dei villaggi è varia ma di solito il numero di persone va da 50 a 400. L'intero villaggio vive sotto un tetto comune, chiamato shabono, che ha la forma caratteristica ad ovale con la parte centrale aperta, di dimensione pari a circa 90-100 metri. Lo shabono stesso forma il perimetro del villaggio se non è stato fortificato con una palizzata. Sotto il tetto le divisioni vengono marcate da pali di sostegno che dividono le case individuali. Gli shabono vengono costruiti con l'uso di materiale proveniente dalla giungla circostante come foglie, liane e tronchi d'albero. Questo fa sì che la struttura sia esposta al danneggiamento da pioggia, vento, e insetti. Ogni 1-2 anni si devono costruire degli shabono nuovi.
Principalmente di fede animista, come quasi tutte le etnie amerinde gli indios appartenenti a questa tribù vivono completamente nudi, specialmente i giovani. La loro organizzazione politico-sociale è contraddistinta dall'assenza di una leadership centralizzata e coercitiva, l'accesso alla posizione di leader è uguale per tutti i membri del villaggio. Sono coltivatori di tuberi, tabacco e banane. Gli Yanomamö dipendono dalla foresta e usano la tecnica di orticoltura del debbio (in inglese: "Slash and Burn"), coltivano frutta, pescano pesce, e cacciano gli animali. Gli indios Yanomamö si spostano frequentemente per evitare la sovrappopolazione di una zona. Secondo il divulgatore scientifico canadese Joe Schwarcz gli Yanomami, pur vivendo in un ambiente ostile come la foresta amazzonica, non soffrono di ipertensione; secondo lui, ciò è dovuto al fatto che non mettono sale nei loro cibi.

Nei bambini l'esternazione di tutte le emozioni è fortemente orientata dal clima di violenza in cui vivono gli Yanomamö. Queste popolazioni sono spesso impegnate in conflitti con le tribù vicine durante i quali uccidono gli uomini e rapiscono le donne. Anche le relazioni interpersonali e i conflitti interni vengono risolti manifestando atteggiamenti di estrema violenza. Di conseguenza i bambini sono allevati in un clima di scarso affetto e sia ai maschi che alle femmine viene insegnato un comportamento aggressivo che si evidenzia anche nelle relazioni all'interno del gruppo dei pari.[4]

Vivono ai piedi dei monti Parima, ad est del fiume Batau, e nei pressi dei fiumi Padamo, Ocamo, Manaviche e Orinoco in Venezuela; gruppi sono presenti anche nello stato brasiliano dell'Amazonas, sugli affluenti del Rio Negro. Vivono in un ambiente di foresta tropicale.

Parlano la lingua Yanomamo. La parola Yanomamö significa essere umano nella loro lingua. La parola deve essere pronunciata con forte nasalizzazione. Il suono fonetico 'ö' non esiste nella lingua italiana, ed è quindi stato adattato con la lettera 'i' nella stampa, fornendo la scrittura errata Yanomami.

Elton John - Are You ready for Love?

sabato 23 settembre 2017

23 SETTEMBRE 2017

VENEZUELA PARTE 46

Popolazioni 

Taurepang

I Taurepang sono un gruppo etnico del Brasile e del Venezuela che ha una popolazione stimata in circa 28.000 individui.
Parlano la lingua Taurepang, lingua che appartiene alla famiglia linguistica Karib. I Taurepang brasiliani si auto-identificano come Pemon, un etnonimo in uso principalmente in Venezuela per le popolazioni della famiglia linguistica Karib.
La maggior parte dei Taurepang è stanziata nella savana venezuelana (27.157 persone nel 2001). Il resto, poche altre centinaia, si trova nello Stato brasiliano di Roraima, ai confini col Venezuela, nei territori indigeni di São Marcos e Raposa Serra do Sol, nei quali convivono con i Macuxi e gli Ingariko. In Venezuela il gruppo è associato al macro-gruppo Pemon e occupa la Gran Sabana, a sud-est dello Stato di Bolívar, un territorio che attraversa la parte superiore del bacino del fiume Caroni e i fiumi Carrao, Uriman, Tirika, Icabaru, Karuai, Aponguao e gli affluenti del Surukun.

Storia

Nei documenti del XIX secolo, i Taurepang erano definiti "Arekuna" o "Jarekuna" ed abitavano una regione per la quale c'erano forti interessi perché collocata in una posizione strategica, in un'area tri-confine tra il Brasile, il Venezuela e la Guyana. Una zona che si estendeva dal fiume Amajari, nel bacino del Rio Branco, poi Impero del Brasile, al Monte Roraima. Dopo una serie di fallimenti, i colonizzatori portoghesi subirono le controffensive degli indios. Nel 1787 il governatore della Capitania de São José do Rio Negro introdusse i primi capi di bestiame in quelle praterie sconfinate molto adatte al pascolo. Alla fine del XIX secolo i capi di bestiame erano diventati più di 20.000 portando la regione a diventare un'area di allevamento estensivo, con una serie di ranch e con grosse mandrie che pascolavano liberamente. Ciò creò grossi problemi ai Taurepang, così come ai Macuxi e ai Wapixana, perché i proprietari terrieri cominciarono a sfruttarli come manodopera e come rematori di barche che attraversavano il fiume Branco.

Ingarikò

 Gli Ingarikó (nella loro lingua, A'murugok: popolo delle sorgenti) sono un gruppo etnico del Brasile, della Guyana e del Venezuela che ha una popolazione stimata in circa 4.000 individui (1990).
 Vivono nello stato brasiliano di Roraima, in Guyana e in Venezuela, nella zona del monte Roraima, un punto in cui i tre paesi confinano. La loro terra fa parte del territorio indigeno Raposa Serra do Sol, in cui vivono con i Patamona e gli Akawaio, sottogruppi del più ampio gruppo definito Kapon.
 Nel 1998 reclamano alla corte suprema della Guyana il loro diritto di coltivare la terra, usurpato a loro dire dai numerosi cercatori d'oro.
Nel 2013 Survival International rende noto che il governo della Guyana vorrebbe costruire una diga per una centrale idroelettrica sul fiume Mazaruni inonando la valle dove vivono e senza il consenso degli indigeni stessi.

Elton John - Crocodile Rock
























































































 
 

venerdì 22 settembre 2017

22 SETTEMBRE 2017

VENEZUELA PARTE 45

Popolazioni 

     Puinave   
      
  Puinave sono un gruppo etnico della Colombia e del Venezuela, con una popolazione stimata di circa 3228 persone. Questo gruppo etnico è principalmente di fede animista e parla la lingua Puinave.
Vivono presso il fiume Inírida, nel territorio di Guainia.

Saliba

I Saliba sono un piccolo gruppo etnico della Colombia e del Venezuela, con una popolazione stimata di circa 300 persone. Questo gruppo etnico è principalmente di fede animista e parla la lingua Saliba.
Vivono nelle zone tropicali dei fiumi Meta e Casanare.

Sanuma

I Sanuma, o Tsanuma, sono un gruppo etnico del Brasile e del Venezuela che ha una popolazione stimata in circa 5074 individui. Parlano la lingua Sanuma e sono principalmente di fede animista.
Vivono vicino ai fiumi Caura e Ervato-Ventuari in Venezuela e presso il fiume Auaris, nello stato brasiliano di Roraima. Denominazioni alternative: Tsanuma, Sanema, Sanima, Guaika, Samatari, Samatali, Xamatari, Chirichano.

Tucano

I Tucano sono un gruppo etnico della Colombia, del Brasile e del Venezuela.
Parlano la lingua tucano che appartiene all'omonima famiglia linguistica. Si fanno chiamare Ye'pâ-masa o Daséa.
È il gruppo più numeroso tra quelli appartenenti alla famiglia tucanoana. Vivono principalmente in Colombia e in Brasile, con un piccolo gruppo in Venezuela. Sono stanziati sui fiumi Tiquié, Papuri, Uaupés e Rio Negro e anche nella cittadina di São Gabriel. La dispersione dell'etnia è notevole e si contano più di 30 sottogruppi ognuno dei quali ha un nome diverso. La stessa classificazione dei sottogruppi è oggetto di controversia e spesso alcuni gruppi della famiglia tucanoana considerati autonomi vengono inclusi come sottogruppi della più ampia etnia dei Tucano.

Elton John - Can You feel the Love Tonight

giovedì 21 settembre 2017

21 SETTEMBRE 2017

VENEZUELA PARTE 44

Popolazioni 


              Popolo Hiwi            
 
Gli Hiwi sono un gruppo etnico della Colombia e del Venezuela, e chiamano se stessi Popolo della savana, per le vaste pianure che abitano tra i fiumi Meta e Vichada in Colombia. In Venezuela vivono negli stati di Apure, Guarico, Bolivar, e Amazonas. Nel XVII e nel XVIII secolo gli storici descrissero gli Hiwi come cacciatori-raccoglitori nomadi. La loro storia di conflitti violenti arriva fino al XX secolo, che ha portato a cambiamenti drammatici nel loro stile di vita.
Oggi, quando gli Hiwi visitano le città di Criollo, indossano un abbigliamento di stile europeo, magliette e pantaloni per gli uomini e vestiti di cotone per le donne. Nei loro villaggi molti continuano a indossare i loro abiti tradizionali fatti di una corteccia vegetale chiamata marima.
La maraca è lo strumento musicale principale dello sciamano, utilizzata tradizionalmente per le cure. È fatta di zucca seccata a cui sono disegnati delle fantasie geometriche. Spesso è decorata con un ciuffo di piume Curassow.

Elton John - Your Song

mercoledì 20 settembre 2017

20 SETTEMBRE 2017

VENEZUELA PARTE 43

Popolazioni 


                            Caribe Parte 6                        

Aspetti culturali -  Morfologia della lingua caribe

Molte tra le lingue caribes hanno un interessante sistema per designare il soggetto e complemento del verbo che presenta ergatività scissa. Solitamente le forme in prima e seconda persona vengono designate mediante un sistema tipicamente nominativo-accusativo quando sono agenti e con un sistema tipicamente ergativo quando sono passivi. In alcune lingue i fattori che decidono quando si utilizza una designazione di tipo accusativa o ergativa dipendono dal tempo verbale.
Le radici verbali vengono modulate da prefissi o suffissi; ad esempio, il prefisso wos- introduce la nozione di azione reciproca, come negli esempi e:ne 'vedere', wos.e:ne 'vedersi reciprocamente'. Il prefisso we- e le varianti indicano che l'azione espressa dalla radice non coinvolge seconde o terze persone, come exke:i 'cucinare' (per altri), woxhe:i 'cucinare' (per il proprio consumo). Il suffisso -poti esprime un'azione iterativa, come e:nepoti 'andar vedendo' mentre il suffisso -kepi indica l'interruzione dell'azione, come nella forma ene:kepi 'non vedere più'.
Esempi di suffissi sono pa:to 'al lato di', ta 'in', uwa:po 'vai', comr yu:wa:po 'davanti a me', ayu:wa:po 'davanti a te'.
La numerazione dal 1 al 10 è la seguente: ōwibß (carijona: te'nyi, yukpa: ikúma), ōko (carijona: saka'narI, yukpa:kósa), ōruwa, o:kopaime, aiyato:ne, o:winduwo:piima, o:kotueo:oIima, o:ruwatuwo: piima, o:winapo: sikiri, aiyapato:ro.

Lessico spagnolo proveniente dalla lingua caribe

Dalle lingue caribe sono stati trasferiti allo spagnolo (specialmente al castigliano parlato in Colombia e del Venezuela) vari termini ("americanismos"), passati successivamente ad altre lingue: Ajì, balaca bahareque, barbacoa, boga, cabuya, cacique, caney, canìbal, canoa, chicha, fotuto, guaca, huracán, iguana, maiz, manati, maracas, piragua, pisca, tabaco.

L'arrivo degli europei

« I Caribe, soprattutto verso la fine del XV secolo e inizi del XVI, si trovavano in una fase di piena espansione territoriale, all'estremo che i conquistatori spagnoli e quelli di altre nazionalità europee descrissero la supposta “ferocia” degli indigeni Caribe, che navigavano in modo organizzato nelle loro canoe “curiaras”, armati e disposti ad affrontare in modo violento ogni estraneo che invadesse i loro territori oppure, scesi a terra lottavano in feroci corpo a corpo con chiunque gli si opponesse. Attorno al loro coraggio, si formarono numerosi miti e venivano considerati non soltanto “selvaggi” come il resto degli indigeni, bensì antropofagi sempiterni »
(Domingo Sánchez P.)
« Gli europei attribuivano ai Caribe ogni genere di malefatte e atrocità per far diventare un fatto naturale che i conquistadores avessero il diritto sulle vite e proprietà degli indígeni, nel nome dei re di Spagna e della cristianità, convinzione che gli fece perpetrare un autentico genocidio ovunque passavano e calpestavano »
(Domingo Sánchez P.)

I caribe, come classe navigante del Mare dei Caraibi e dei fiumi e dominatori delle altre etnie stanziali vennero rapidamente spiazzati dai conquistadores, ed in seguito sono stati sterminati quasi totalmente durante il periodo coloniale (Pijao). Nonostante questo sono stati capaci di conservare alcune isole, come Saint Vicent, Dominica, Santa Lucia e Trinidad. I caribe di pelle nera (garifuna) di Saint Vicent che si erano meticciati con gli schiavi neri di un naufragio vennero deportati nel 1795 all'isola Roatán dell'Honduras, dove i loro discendenti, i garífuna, sono ancora presenti al giorno d'oggi. I britannici percepirono una minore ostilità nei caribi di Saint Vicent, e permisero loro di rimanere nell'isola. La fiera resistenza dei caribe rallentò l'insediamento degli europei nell'isola di Dominica, e le comunità Caribe che rimanevano in Saint Vicent e Dominica, conservarono un discreto grado di autonomia nel XIX secolo. Attualmente in Dominica ci sono circa 3000 caribe, anche se non rimane alcun indigeno che conosca la lingua originale (la lingua dei caribi venne dichiarata estinta nel 1920).

Alcuni famosi cacicchi dell'etnia Karib

  • Indio Guaicaipuro, cacicco "capo dei capi", della tribù Teques, che combatté contro il conquistador Diego de Losada.
  • Indio Mara, forse mitico, che si oppose alla colonizzazione spagnola. Forse il suo nome è alla radice del nome della città di Maracaibo.
  • Indio Tamanaco, cacicco che si oppose alla colonizzazione del centro del Venezuela e che riuscì ad invadere la Caracas di Diego de Losada.
Elton John - Circle of Life

martedì 19 settembre 2017

Chi compra e Chi vende. Quali Regole per il Mercato Immobiliare?

Non abbiamo dimenticato il nostro caso d'esordio "La Truffa Brioschi", ma continuiamo su questa linea parlando di altri casi. Con altri truffatori. Nuove vicende, nuovi scenari e nuova creatività...

Ma là fuori c'è un mondo di polli o di tropo onesti?

Succede in centro a Milano. Appartamenti di pregio venduti a due, tre anche cinque acquirenti diversi.
Risultato: riescono a farsi versare circa 2 milioni di euro di caparre su conti svizzeri da investire in lingotti d'oro.
Qualche numero: 17 le truffe, 8 italiani indagati per associazione a delinquere (da gennaio 2013 a marzo 2016). 7 già in manette con l'operazione 'Re Mida', mentre l'ottavo è a Santo Domingo. 4 uomini e 4 donne residenti a Milano,età tra i 41 e 77 anni.
La Dinamica: Vendevano appartamenti di lusso che gli arrestati troavano nelle centralissime vie del capoluogo lombardo con vere proprie indagini di mercato. Prima si mostravano interessati alla mediazione per l'acquisto degli immobili con i reali proprietari, da cui si facevano consegnare documenti, planimetrie, copia dei pagamenti di luce e gas e chiavi. Poi, con la promessa di mettere i proprietari in contatto con facoltosi e affidabili clienti, sparivano nel nulla per diverso tempo. Dopo alcuni mesi ricomparivano in un'altra veste, quella di proprietari.
Con i nominativi dei padroni degli immobili creavano identità false a cui intestavano sim e conti correnti in Svizzera. Da qui iniziava la caccia ai clienti da raggirare, a cui proporre l'acquisto degli stessi appartamenti di lusso di cui, mesi prima, si erano fatti consegnare documenti e chiavi dai veri proprietari, anche loro ingannati. Gli acquirenti, credendo di comprare la casa a lungo cercata, versavano i loro risparmi, caparre e anticipo del totale per centinaia di migliaia di euro, su conti svizzeri aperti dai malviventi. Il tutto davanti ai notai sempre diversi, risultati estranei ai fatti.
Tutti gli appartamenti venivano proposti a più acquirenti, che non sapevano di star 'comprando' case già vendute.