martedì 24 aprile 2018

Politica estera, gestente o da gestire?

Politica Estera

Priorità e interessi nell'ambito delle relazioni che i governi dei vari Stati della Comunità internazionale intrattengono tra loro. Più recentemente, ai tradizionali attori statali si sono aggiunti molteplici enti di diversa natura, quali organizzazioni internazionali, organizzazioni internazionali non governative, aziende multinazionali.

Gli Stati sono dotati di amministrazioni preposte all'elaborazione e attuazione delle strategie di politica estera. La differenza tra diplomazia e politica estera risulta tuttavia netta: è la politica estera singolarmente intrapresa da ciascun gabinetto governativo a determinare e ad imprimere le scelte dell'apparato diplomatico.

La portata e l'esito dell'azione di politica estera dipendono dalle risorse a disposizione dei soggetti summenzionati, dalla percezione che essi hanno del proprio ruolo, dalla realtà internazionale e dai vincoli che essa pone e, infine, dalla loro capacità di definizione degli obiettivi perseguiti e dalla natura di questi ultimi.

La progressiva interdipendenza che caratterizza le relazioni internazionali nell'odierna Comunità internazionale rende oggi meno definito il confine tra politica estera e interna. In questo contesto, il filone di pensiero che nasce con la teoria della ragion di stato (la cui prima affermazione storica risale a Armand-Jean du Plessis de Richelieu) sostiene l'autonomia della politica estera dai rapporti economici e dalle dinamiche interne, sociali o politiche. Essa prevale, dunque, su quella interna poiché mira a garantire la sicurezza dello Stato in un ambito internazionale strutturalmente anarchico, il quale impone l'uso di strumenti specifici (politica di potenza e alleanze, ricerca dell'equilibrio internazionale, guerra).

In altri termini, si può intendere per politica estera il modo in cui, all'interno di ogni singolo paese, viene elaborata una specifica concezione della modalità con cui proiettarsi verso l'esterno ed agire nella vita internazionale. Tale processo porta alla definizione dell'interesse di ciascun paese, in un mondo di relazioni. A tale riguardo, per politica internazionale si intenderà il momento in cui le diverse politiche estere si incontrano ed interagiscono, dando luogo a convergenze o conflitti, pace o guerra.

martedì 17 aprile 2018

23 APRILE 2018

GUYANA FRANCESE PARTE 12

Storia P 10

Nel 1885, al duplice scopo di alleggerire le carceri della madrepatria e di incrementare la popolazione nella colonia, il parlamento francese approvò una legge che dichiarava relégué ciascun cittadino, maschio o femmina, il quale aveva o avesse ricevuto più di tre condanne per furto di più di tre mesi cadauna: i relégués, dopo sei mesi di prigionia, erano liberi d'insediarsi sul territorio guianese. Questo espediente tuttavia si risolse in un fallimento quasi totale, in quanto i detenuti non erano generalmente in grado di guadagnarsi da vivere in un ambiente così ostile una volta liberi, e molti di essi venivano uccisi rapidamente dalle malattie. Si stima che nel corso dell'attività della colonia penale, siano giunti in Guiana francese circa 90000 uomini e 2000 donne, almeno un terzo dei quali deceduto prima del termine della pena.
Le condizioni dei deportati vengono denunciate dal giornalista Albert Londres e dal deputato Gaston Monnerville a partire dal 1923, colpendo l'opinione pubblica e portando all'emissione nel 1938 di una legge che proibisce la deportazione ed il lavoro forzato, attività che cesseranno tuttavia solo nel 1946, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, e con l'ultimo prigioniero rimpatriato in Francia il primo aprile1953: la chiusura delle carceri causò una nuova stagnazione dell'economia locale ed un'ondata migratoria verso la madrepatria.
Nel 1930 venne creato il territorio dell'Inini, corrispondente alla stragrande maggioranza della regione, ad eccezione della fascia costiera: esso verrà tuttavia abolito nel 1946.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, sebbene vasti strati della popolazione parteggiassero per Charles de Gaulle, il governo guyanese rimase formalmente fedele al Governo di Vichy fino al marzo del 1943.
Il 19 marzo 1946 la Guiana francese divenne un dipartimento della Francia, e vengono varate importanti riforme sanitarie per far fronte all'elevatissimo tasso di mortalità. L'economia della regione rimane largamente deficitaria, il flusso migratorio verso la Francia metropolitana è imponente e nel 1961 si contano in Guiana 33000 abitanti in tutto.
Nel 1963 prende piede l'idea di costruire in Guiana un centro spaziale in sostituzione di quello algerino di Colomb-Béchar: la decisione definitiva venne presa da Charles de Gaulle nel 1964 considerando numerosi fattori (posizione a cavallo dell'Equatore, assenza di cicloni e di attività sismica rilevante, prossimità al mare, scarsa densità di popolazione), e un anno dopo venne posta nei pressi di Kourou la prima pietra del Centre spatial guyanais (CSG), che divenne operativo nel 1968 e che ancora oggi rappresenta il più importante centro spaziale europeo ed una fonte primaria d'introiti per la Guiana francese.
Nel 1976 venne varato il Plan Vert ("piano verde"), con l'obiettivo di incrementare la produzione e creare posti di lavoro, obiettivo centrato solo parzialmente. A partire dal 1982, nell'ambito di un progetto di decentralizzazione delle competenze statali, la Guiana ottiene maggiore autonomia e diviene dipartimento d'oltremare.
Nello stesso periodo si è assistito all'ascesa del Parti Socialiste Guyanais di stampo prettamente socialista, parallelamente allo sviluppo di un movimento autonomista (ma in genere non indipendentista) sempre più radicato, che ha portato a numerose manifestazioni, alcune delle quali anche violente (1996, 1997 e 2000).
Durante gli anni novanta e con l'entrata nell'Unione europea, la Guiana ha raggiunto una certa prosperità, attraendo flussi migratori dai Paesi circostanti ed incrementando la propria popolazione fino a circa 230000 unità.


Negramaro - Cade la Pioggia

22 APRILE 2018

GUYANA FRANCESE PARTE 11

Storia P 9

Nel 1852, per lo stesso motivo, la Guiana francese venne inoltre adibita da Napoleone III a colonia penale: a partire dal 1854, cominciò la costruzione dei bagni penali alla Caienna, sull'Isola del Diavolo ed a Saint-Laurent-du-Maroni, che divenne il centro amministrativo del sistema di deportazione, dove giungevano le navi cariche di detenuti e dove avveniva il loro smistamento verso i vari campi di lavoro forzato. Mentre l'entroterra veniva riservato ai criminali comuni, le isole du Salut divennero tristemente famose come destinazione dei prigionieri politici e degli internati in isolamento, e nel corso della loro storia (conclusasi solo nel 1951) ospitarono fra gli altri personaggi divenuti celebri come Alfred Dreyfus ed Henri Charrière.
Nel 1855, in un affluente del fiume Approuague, nell'entroterra, venne scoperto l'oro da Félix Couy: questo evento porterà ad un massiccio flusso migratorio proveniente principalmente dalle Antille francesi, che durerà fino alla Seconda Guerra Mondiale e che porterà all'estrazione di alcune tonnellate del prezioso metallo, ma anche alla decimazione della popolazione amerindia ed a dispute territoriali su vaste regioni di confine con il Brasile e la Guyana olandese. Tali dispute verranno quasi completamente risolte (sebbene permanga una disputa col Suriname su una piccola regione occidentale) con vari arbitrati nel 1891 (presieduto dallo zar di Russia e col quale la Guiana perse una regione aurifera di circa 25000 km quadrati), nel 1899, nel 1915 e nel 1935 (quando venne assegnato al dipartimento un bacino aurifero circa 6000 km quadrati dal Suriname). Sul finire del XIX secolo si ebbe la creazione della Repubblica della Guiana Indipendente (République de la Guyane indépendante, conosciuta anche col nome della capitale Counani), stato filo-francese dalla vita molto breve che confluirà in massima parte nel Brasile con un arbitrato definitivo nel 1900, presieduto dal governo svizzero, che fisserà la frontiera franco-brasiliana sul fiume Oyapock. Nel 1938 una commissione mista francese, olandese e brasiliana stabilì il punto di confine fra i tre Stati. Nel 1860, viene stabilita la libertà di navigazione sul fiume Maroni.


Negramaro - La Prima Volta

 

21 APRILE 2018

GUYANA FRANCESE PARTE 10

Storia P 8

A partire dal 1828 comincia l'opera delle suore di San Giuseppe di Cluny, che sotto l'egida di Anne-Marie Javouhey cercano di riscattare gli schiavi neri e di trovare loro un lavoro da uomini liberi nella regione di Mana: l'opera delle religiose venne favorita dal deputato repubblicano Victor Schoelcher, che col decreto del 27 aprile 1848, approvato il 4 novembre dello stesso anno, sancirà l'abolizione definitiva della schiavitù da parte della Francia. L'editto, che dichiara liberi anche gli schiavi stranieri che mettano piede su suolo francese, provoca una massiccia immigrazione di schiavi provenienti dalle piantagioni del Brasile, che causerà tensioni fra i due Paesi, culminate nel 1851 con lo sconfinamento in territorio francese di alcuni proprietari terrieri brasiliani decisi a riprendere circa 200 schiavi in fuga.
La fine della schiavitù, pratica che riguardava in precedenza almeno 13000 persone a fronte dei circa 19000 abitanti totali della colonia, rischiò di provocare il collasso dell'economia della colonia a causa alla carenza di manodopera nelle piantagioni (che in quel periodò causò la rovina di numerosi proprietari terrieri): per questo motivo, venne incoraggiata a partire dal 1853 l'immigrazione di manodopera proveniente da India e sud-est asiatico (i cosiddetti coolie).


Shakira - Nada

20 APRILE 2018

GUYANA FRANCESE PARTE 9

Storia P 7

A partire dal 1828 comincia l'opera delle suore di San Giuseppe di Cluny, che sotto l'egida di Anne-Marie Javouhey cercano di riscattare gli schiavi neri e di trovare loro un lavoro da uomini liberi nella regione di Mana: l'opera delle religiose venne favorita dal deputato repubblicano Victor Schoelcher, che col decreto del 27 aprile 1848, approvato il 4 novembre dello stesso anno, sancirà l'abolizione definitiva della schiavitù da parte della Francia. L'editto, che dichiara liberi anche gli schiavi stranieri che mettano piede su suolo francese, provoca una massiccia immigrazione di schiavi provenienti dalle piantagioni del Brasile, che causerà tensioni fra i due Paesi, culminate nel 1851 con lo sconfinamento in territorio francese di alcuni proprietari terrieri brasiliani decisi a riprendere circa 200 schiavi in fuga.
La fine della schiavitù, pratica che riguardava in precedenza almeno 13000 persone a fronte dei circa 19000 abitanti totali della colonia, rischiò di provocare il collasso dell'economia della colonia a causa alla carenza di manodopera nelle piantagioni (che in quel periodò causò la rovina di numerosi proprietari terrieri): per questo motivo, venne incoraggiata a partire dal 1853 l'immigrazione di manodopera proveniente da India e sud-est asiatico (i cosiddetti coolie).


Shakira - Inevitable

19 APRILE 2018

GUYANA FRANCESE PARTE 8

Storia P 6

A partire dal 1792, la Caienna diviene un luogo di confino per i nemici politico-religiosi e per i personaggi scomodi della Rivoluzione. Sebbene il ruolo ufficiale di colonia penale vera e propria verrà preso solo mezzo secolo più tardi, e la fondazione del primo bagno penale non avvenne prima del 1805, a Sinnamary, già nel 1794, 193 dei seguaci di Robespierre vennero deportati nella colonia dopo la decapitazione del proprio leader. Tre anni dopo, essi (o almeno i 54 rimasti a causa dell'alto tasso di mortalità e delle 11 evasioni) verranno raggiunti dal generale repubblicano Jean-Charles Pichegru e da numerosi ex-deputati e giornalisti. Anche Pichegru riuscì a fuggire, raggiungendo gli Stati Uniti e a facendo successivamente ritorno in Francia, dove però venne catturato nuovamente e giustiziato per alto tradimento verso Napoleone.
Di fatto, i deportati in Guiana sostituiranno gli schiavi neri (liberati dall'abolizione della schiavitù) durante la Prima Repubblica francese, la cui assenza rischiava di far collassare l'economia locale, che proprio sulla schiavitù si basava: già nel 1802, il console Jean-Jacques Régis de Cambacérès ristabilì la schiavitù (sotto forma di "coscrizione di quartiere") per coloro i quali nelle colonie non se n'erano affrancati precedentemente all'abolizione: buona parte della popolazione di colore non accettò questo stato di cose, decidendo di rifugiarsi nella foresta dell'entroterra, dove darà vita alle comunità di cimarroni, le prime delle quali sorsero sulle rive del fiume Maroni).
Nel 1809, durante le guerre napoleoniche, dopo la sconfitta francese nella Battaglia di Trafalgar, la Guiana francese venne occupata da un contingente navale anglo-portoghese ed annessa al Brasile, salvo poi essere formalmente riconsegnata alla Francia col primo Trattato di Parigi, con le truppe lusitane che sgombereranno l'area solo tre anni più tardi, senza peraltro turbare nel frattempo la vita quotidiana della colonia, che in seguito conoscerà una grande prosperità grazie all'esportazione di prodotti pregiati ed al piano di sviluppo promosso dal governatore Joseph Guisan.


Cirque du Soleil - Alegria

 

18 APRILE 2018

GUYANA FRANCESE PARTE 7

Storia P 5

Con la pace di Parigi dell'anno seguente, la Francia si vide privata della maggior parte delle proprie colonie americane, ad eccezione proprio della Guiana e di alcune isole minori: Luigi XV ed il primo ministro Choiseul cercarono di favorire l'insediamento massiccio di coloni nella zona soprattutto attraverso la propaganda, in cui questi luoghi venivano descritti come un paradiso ricco di risorse (soprattutto minerarie) e di opportunità. Tale martellante propaganda fece sì che nel 1764 partì da Rochefort un contingente di circa 15000 coloni, dei quali la maggior parte (12000) era costituita da persone originarie dell'Alsazia-Lorena, diretto a Kourou, dove i coloni giunsero nel pieno della stagione delle piogge. Delle migliaia di persone giunte in Guiana, la maggior parte perì in poco tempo a causa della durezza delle condizioni di vita, delle malattie tropicali (malaria, dissenteria, febbre gialla, sifilide) e degli attacchi dei nativi: le poche centinaia di superstiti (circa 60 famiglie), a un anno e mezzo dall'arrivo, si rifugiarono su un gruppo di isolette poco al largo, che vennero denominate Îles du Salut ("isole della salvezza" in lingua francese), salvo poi fare ritorno verso la madrepatria.
Dopo questo grave smacco per il governo francese, con la nomina a governatore della colonia di Pierre-Victor Malouet, coadiuvato dall'ingegnere di origini svizzere Jean Samuel Guisan (che aveva già lavorato in Suriname), la Guiana conobbe un periodo di prosperità e di sviluppo urbanistico, basato sulla riforma dell'agricoltura, che durò fino alla Rivoluzione Francese.

Cirque du Soleil - Kurios