giovedì 23 novembre 2017

23 NOVEMBRE 2017

BOLIVIA PARTE 42

Etnie

  AYOREO

Gli Ayoreo (Ayoreode, Ayoréo, Ayoréode) sono un gruppo etnico nativo del Gran Chaco, in un'area tra i fiumi Paraguay, Pilcomayo, Parapetí e Grande che si estendono tra la Bolivia e il Paraguay. Parlano la lingua ayoreo, classificata nella famiglia delle lingue zamuco. Gli Ayoreo si sostengono con la caccia e l'agricoltura, a seconda della stagione dell'anno.
Sono suddivisi in diversi sottogruppi. Molti di loro sono stati costretti ad uscire dalla foresta fin dagli anni '70, mentre altri gruppi continuano a vivere senza alcun contatto con l'esterno. In particolare, gli Ayoreo-Totobiegosode sono l'unica tribù incontattata del Sud America ad essere sopravvissuta al di fuori del bacino amazzonico.
In Bolivia, gli Ayoreo sono rappresentati dall'organizzazione CANOB (Central Ayoreo Nativo del Oriente Boliviano). Nel 2002, anche in Paraguay nasce una fondazione per gli Ayoreo, UNAP (Unión Nativa Ayoreo del Paraguay). 
Problemi attuali
Negli ultimi anni, i latifondisti hanno invaso e distrutto gran parte della terra degli Ayoreo Totobiegosode, per fare spazio ad allevamenti di bestiame. La legge e la Costituzione del Paraguay riconoscono il diritto dei popoli indigeni alla proprietà delle terre tradizionali. Da più di vent'anni gli Ayoreo rivendicano una parte del loro territorio ancestrale ma le pressioni esercitate dai latifondisti hanno finora impedito l'assegnazione. Alcune compagnie hanno già distrutto vaste porzioni della foresta; secondo uno studio dell'Università del Maryland, il Chaco paraguaiano - ultima dimora degli Ayoreo incontattati - è devastato dal tasso di deforestazione più alto al mondo.
Nel luglio 2012, alcune immagini satellitari diffuse dall'organizzazione Survival International hanno svelato che la società Carlos Casado SA, controllata dal Gruppo San José, sta disboscando proprio nel cuore del territorio rivendicato dagli Ayoreo. Nell'area abitano molti Totobiegosode incontattati, estremamente vulnerabili ad ogni contatto indesiderato con l'esterno. Survival, il movimento mondiale per i diritti dei popoli indigeni, sostiene da anni le rivendicazione degli Ayoreo e ha chiesto agli investitori del Gruppo San Josè di disinvestire dalla società come segno di protesta.
Nel settembre 2013, inoltre, nuove immagini satellitari hanno confermato che la compagnia brasiliana Yaguarete Pora, produttrice di carne, sta distruggendo le foreste abitate dagli Ayoreo incontattati per allevare bestiame destinato al mercato europeo. Survival International ha dichiarato di aver scritto alla Commissione Europea per sollecitare un'indagine sulle importazioni di carne prodotta dalla compagnia.


Ron - Io ti cercherò

 

mercoledì 22 novembre 2017

22 NOVEMBRE 2017

BOLIVIA PARTE 41

Etnie

  ATACAMENO

Gli Atacameño, chiamati anche Lickan-antay, sono una tribù di Nativi americani stanziati nel Deserto di Atacama, in Cile, Argentina e Bolivia. alcuni villaggi sono situati anche nella Cordigliera delle Ande.
                                                                           Lingua
Gli Atacameño parlavano la lingua Kunza, una lingua parlata in Cile, ma estinta.
                                                                            Storia
Intorno al 2000-1000 a.C. gli Atacameño diventarono un popolo sedentario. Durante questo periodo si sviluppò un'economia basata sull'allevamento dei lama e l'agricoltura del mais. Tra il 400 a.C. e il 100 d.C., gli Atacameño si divisero in vari villaggi: Lasana, Chiu-Chiu, Calama, San Pedro de Atacama, Peine, Tilomonte,Toconao. Poi vennero conquistati dagli europei e vennero colpiti da malattie. Avevano costruito vari villaggi in mattoni di terracotta e pietra. Oggi questa tribù sopravvive con un numero esiguo di individui.
                                                                         Religione
Gli Atacameño credevano in vari dei e soprattutto nel vulcano Licanabur. Credevano, inoltre, nella vita oltre la morte; per questo seppellivano i morti con vari oggetti per il lungo viaggio verso l'aldilà.


Ron - Non abbiam bisogno di Parole






martedì 21 novembre 2017

I Cuccioli del Jihad

I genitori sono morti o spariti nei meandri del  terrore vendicativo dell'Isis. Secondo il Rapporto Quilliam, l'ong britannica fondata da un musulmano, non è raro che i bambini vengano fatti giocare con le teste mozzate dei nemici. Sono migliaia, secondo i dati di Unicef e Save the children, quelli  nelle mani dell'Isis. Su di loro lo Stato islamico ha imposto il modello educativo per trasformarli in guerrieri del jihad e martiri kamikaze. La scuola, i giochi, lo sport, l'indottrinamento, la manipolazione e l'addestramento di questa generazione perduta. I piccoli sono figli di miliziani, di foreign fighter, rapiti alle loro famiglie, orfani costretti nei Centri educativi del terrore nero.

Ragazzini trasformati in guerrieri...

Maurizio Piccirilli nel suo libro "Cuccioli del jihad" (edito da e-letta edizioni digitali, disponibile su    piattaforma Amazon) racconta i meccanismi di una manipolazione che trova terreno nel Terzo millennio ma sa di  medioevo. Gli Ashbal, i piccoli leoni del Califfato, spiega Piccirilli, non sono altro che fragili cuccioli di uomo svuotati di ogni linfa vitale. Le loro immagini di bambini spaventati, sporchi, denutriti, hanno fatto commuovere persino i rambo della Golden division, il corpo d'élite di Bagdad, i temibili soldati delle forze irachene che piangono prendendo in braccio un bambino che vaga con una cintura esplosiva tra le macerie della seconda città dell’Iraq.

In puntata molto di più...

lunedì 20 novembre 2017

20 NOVEMBRE 2017

BOLIVIA PARTE40

Etnie

  Pachamama 2

Il mito

Pachacamac, dio del cielo, si unì a Pachamama e da questa unione nacquero due gemelli, un maschio e una femmina. Come in altri miti andini, il padre morì oppure, secondo altre leggende, sparì in mare o rimase prigioniero di un incantesimo in un'isola del litorale.
Pachamama rimase vedova e sola con i suoi figli. Sulla Terra regnava l'oscurità. In lontananza videro una luce che seguirono salendo montagne, attraversando lagune e combattendo contro mostri.
Infine arrivarono in una grotta conosciuta come Waconpahuin, abitata da un uomo chiamato Wakon. Questi aveva sul fuoco una patata e una pentola di pietra. Chiese ai due figli di Pachamama di andare a prendere l'acqua. I due tardarono e Wakon tentò di sedurre Pachamama. Vistosi rifiutato la uccise, divorò il suo corpo e mise i resti in una pentola.
I due gemelli tornarono e chiesero della madre. Wakon non raccontò nulla e disse loro che sarebbe tornata a momenti, ma i giorni passavano e la madre non tornava.
Huaychau, uccello che annunciava l'alba, ebbe compassione dei due gemelli e raccontò cosa successe alla loro madre mettendoli in guardia del pericolo che correvano rimanendo con Wakon. I bambini legarono i capelli di Wakon, che nel frattempo dormiva, ad una grossa pietra e scapparono in fretta e furia.
Incontrarono una volpe, Añas, che dopo aver chiesto loro perché scappavano e dove stessero andando, li nascose nella sua tana. Nel frattempo Wakon si liberò e si mise in cerca dei gemelli. Incontrò dapprima vari animali a cui chiese se avevano visto due gemelli, ma nessuno seppe aiutarlo. Incontrò, infine, Añas. Questa gli disse che i bambini erano in cima ad una montagna e che avrebbe potuto, una volta in cima, imitare la voce della madre in modo che i bambini uscissero allo scoperto.
Wakon si mise a correre affannosamente verso la cima e non si accorse della trappola che nel frattempo l'astuta volpe Añas gli aveva teso. Wakon cadde da un burrone e, morendo, causò un violento terremoto.
I gemelli rimasero con Añas che gli limentava con il suo sangue. Nauseati chiesero se poteva andare a raccogliere qualche patata. Trovarono un'oca (Oxalis Tuberosa, un tubero simile alla patata) assomigliante ad una bambola. Giocarono con essa, ma si ruppe un pezzo. I bambini smisero di giocare e si addormentarono.
Nel sonno la femmina sognò di lanciare il suo cappello in aria e che questo rimanesse sospeso senza ricadere. La stessa cosa accadeva, nel sogno, ai suoi vestiti. Una volta sveglia raccontò il sogno al fratello. Mentre i bambini si domandavano il significato del sogno, videro in cielo una corda lunghissima. Incuriositi si arrampicarono e salirono.
Alla cima della corda videro il loro padre, Pachacamac, impietosito per le loro disavventure. Riuniti al loro padre, vennero trasformati nel Sole (il maschio) e nella Luna (la femmina).
Per quello che riguarda Pachamama, essa rimase sempre in basso, assumendo la forma di un imponente nevaio chiamato, anche oggi, La Viuda (la vedova).


                                                                  Sincretismo religioso

I gesuiti e i francescani, in disaccordo con le metodologie coercitive e violente utilizzate dagli Spagnoli per imporre il Cristianesimo, puntarono alla trasformazione di divinità tradizionali in figure legate alla religione cattolica (sincretismo). Per questo motivo Pachamama viene rappresentata e venerata alcune volte come la Vergine Maria.


Eurythmics - When Tomorrow comes

domenica 19 novembre 2017

19 NOVEMBRE 2017

BOLIVIA PARTE 39

Etnie

  Pachamama 1

Pachamama significa in lingua quechua Madre terra. Si tratta di una divinità venerata dagli Inca e da altri popoli abitanti l'altipiano andino, quali gli Aymara e i Quechua. È la dea della terra, dell'agricoltura e della fertilità.

Il culto
Motivazioni del culto

I motivi che spinsero a venerare Pachamama oltre a Inti (Dio Sole) sembra siano i seguenti:
la mitologia incaica prevede una dualità: Inti divinità maschile e alta doveva avere una controparte femminile e bassa,
il culto di Inti era in realtà riservato ad un'elite, mentre il culto di Pachamama era più legato al mondo rurale e, quindi al popolo.


Il ringraziamento

Nel mese di agosto le popolazioni andine, tuttora praticano il culto del ringraziamento alla Pacha-mama, restituendo alla madre terra il nutrimento che essa fornisce loro. Viene scavato un fosso, un'enorme buca nella quale, tutti gli offerenti partecipanti al rito, vengono riposti gli alimenti, il cibo e le pietanze che vengono appositamente cucinate. Ognuno dei partecipanti versa una porzione di cibo, ringraziando la madre terra. Al termine la buca viene completamente ricoperta, e ogni partecipante depone una pietra. Al termine si forma una vera e propria montagnola di sassi denominata Apachete. Solitamente si sceglie sempre il luogo più in alto per far sì che sia il più possibile vicino al Sole (Inti).

Ch'alla

Alla Pachamama vengono, a tutt'oggi, fatte offerte (ch'alla o challa) perché il terreno possa essere maggiormente fertile e per propiziare il raccolto.
L'offerta consiste nel sacrificio di un feto di lama spargendo il suo sangue nel terreno. Altre volte l'offerta alla Pachamama può consistere in alcune foglie di coca.
Il sacerdote

Il culto era presieduto da un sacerdote, detto Amauta. Ai giorni nostri, nonostante il culto sia tuttora praticato, non esiste più questa figura e il termine Amauta è caduto in disuso.
Nel culto moderno della Pachamama l'Amauta è sostituito da un Paqo (saggio) colui che insegna e comunica la spiritualità alle nuove generazioni. L'eredità spirituale del Paqo avviene in tre modi:
trasmissione orale da maestro a discepolo,
trasmissione della conoscenza della medicina tradizionale
il futuro Paqo (scelto grazie a fenomeni naturali) entra in contatto attraverso una fratellanza spirituale, chiamata Qhapaqkanga.


 Eurythmics -Miracle of Love

sabato 18 novembre 2017

18 NOVEMBRE 2017

BOLIVIA PARTE 38

Etnie

  Meticci/ Cholos 4

Utilizzo Moderno 1 in Bolivia

In Bolivia, "cholo" si riferisce a persone con vari gradi di origini razziali amerindi. In Bolivia, il termine "cholita" ha preceduto i pregiudizi e la discriminazione, e le cholitas sono ora considerate come icone di moda. Un "cholo" in Bolivia è un contadino che si è trasferito in città, e sebbene il termine sia originariamente deriso, è diventato più un simbolo del potere indigeno. La parola "cholo / a" è considerata un termine comune e / o ufficiale in Bolivia che tale "cholo" è stato incluso come opzione di gruppo etnico nelle indagini demografiche condotte nel paese. In queste stesse indagini, il termine era stato utilizzato in modo intercambiabile con il termine "mestizo". Tuttavia, alcuni locali ancora usano cholo come termine derogatorio. 

 Eurythmics - Love is a Stranger

venerdì 17 novembre 2017

17 NOVEMBRE 2017

BOLIVIA PARTE 37

Etnie

  Meticci/ Cholos 3

Utilizzo Tradizionale 2

Cholo come termine in lingua inglese risale almeno fino al 1851, quando fu utilizzato da Herman Melville nel suo romanzo Moby-Dick, riferendosi a un marinaio spagnolo, eventualmente derivato dal riferimento di isole Windward di cui sopra. Isela Alexsandra Garcia della University of California a Berkeley scrive che il termine può essere fatta in Messico, dove nella prima parte del secolo scorso, di cui ai meticci "culturalmente marginali" e l'origine dei nativi americani.
Durante la guerra del Pacifico (1879-1883) i peruviani furono contemptuously chiamati "cholos" da ufficiali cileni.
Un articolo del Los Angeles espresso del 2 aprile 1907, intitolato "ripulire il Cholo Corti Filthy è cominciata in Earnest" usare i termini in modo intercambiabile cholos e messicani. [6] Il termine cholo è stato definito nei tribunali The Journal of San Diego storia come "poco più che a volte baraccopoli istantanei come baracche erano sparsi intorno a quasi casualmente città al fine di creare un sacco orizzontalmente case popolari a basso costo."


 Eurythmics - There mst be an Angel